POESIE
Per le vostre poesie, i vostri sfoghi, le vostre ispirazioni.
Cerchiamo preferibilmente qualcosa scritto da voi, ma qualsiasi commento e’ il benvenuto!!
23 Commenti »
EBREZZA PENSANTE
Voi che degustate il torpore della nullafacenza
Voi che vivete dominati dal dovere
Voi che abitate gli stessi colori e le stesse forme
Voi che vi specchiate nel petrolio e disprezzate il fango
Voi che vi cibate d’indolenza
Voi che odiate chi vi ama per sfuggire alla realtà
Voi che vi schierate per moda e temete di scegliere
Voi che sfidate la violenza e scansate la conoscenza
Voi che deridete la passione ma invidiate chi ne ha una
Voi che piangete in silenzio e odiate la calma
Voi che lottate utopicamente per i vostri diritti
E avete dimenticato quali siano i vostri ideali
Voi, classificati giovani, dall’animo stanco
Non lasciate che l’obbedienza al sistema vi deturpi.
Sento il vostro cuore che chiede libertà, che pretende coerenza
È tanto difficile?
Chiedo a voi insegnanti, che vi definite autori della nostra conoscenza
Chiedo solo valori.
Siamo stanchi di vivere nel labirinto della vostra erudita ignoranza.
alienation
il desiderio mi corrode
sospinge la mia percezione al limite:
la pelle si stringe, modifica
deformandosi.
le vene pulsano,
l’endorfina mi assale,
i piedi ballano il ritmo dei miei spasmi.
non ho piu’ luce negli occhi
ora non sono altro che opachi buchi neri.
in pozzi senza fondo
rifletto la mia anima bruciata
sento il terremoto
tutto cio’ che vedo trema
schizza velocissimo da una parte all’altra del mio sguardo
sono io?
e’ paura?
sto cadendo dentro un vortice e tutto gira follemente…
e follemente mi tira a se…
e’ allora che nella stanza entra il vento
gelido, fischia nelle mie orecchie:
come un tuono scroscia nel cielo
cosi’ mi accoglie dentro sè, nella sua irruenza;
sferza bramoso la mia pelle e i miei capelli biondi.
e’ allora che nella stanza entra la terra.
dura roccia sotto i miei piedi:
tagliente e accuminata sorregge i miei passi lenti.
oltre me lo strapiombo, dietro me il mondo
che nella sua omerta’ giace lontano, caotico
e’ allora che dal buio arriva l’alba ed il sole
rosso come il sangue che mi scorre nelle vene;
rosso quanto il fuoco che in se tutto consuma voracemente.
porta con se la luce tiepida della consapevolezza
illumina di malinconia il deserto arido della mia carne
musica calda e lirica sorge dal nulla,
culla della mie senzazioni,
accompagna i miei passi sul limite del vuoto.
struggente passione
si mescola al canto del vento:
salutano , cordiali
una nuova alba di sangue
Let’s fly
allora nn sono satanico nn bevo sangue nn mi importa del vostro pensiero e nn ho tendenze suicide: sono parole di getto libero varco della mia mente su una pagina web ok?quindi non scassate le palle
—————————————–
Between the strings of suffocation
e’ li’
forza
devi solo allungare la mano
e’ li
alla tua sinistra
devi solo stringere le tue dita attorno a lui
e aprirlo
lento
ammira il suo potere
riflette la tua ombra
riflette la tua misera condizione uomo
aprilo
fremente
tremante
cieco
sicuro
demoniaco
senti la sua natura?
aspetta tagliente la tua liberta’
fratello mio
io e te siamo uguali
chiunque tu sia
tu sei pari a me
schiavo del dolore
dominato dal dolore
siamo dominati dal suo fascino scuro
razionalmente lo rifiutiamo
inconsciamente lo ricerchiamo
siamo al pari di semidei crocefissi
divisi
straziati
schiacciati dalla sua mano potente
soffocati dai suoi fili di tenebra
quali squallidi schiavi ci prostriamo gementi davanti a lui
in ginocchio veniamo flagellati e benedetti
il peccato
quale cosa si magnifica!
sangue,
qual miglior vino?
mente,
qual miglior pane?
dio, quale tavola imbandisci per me!
e’ li’
forza
e’ aperto
e’ fiero
aspetta solo il tuo ordine
mira al polso
con la punta perforalo da parte a parte
incastra quella lucente lama dentro la tua carne
sara’ parte di te!
accogli con un urlo la vera liberta’!
e’ li’
FORZA!
e di sangue puro le pareti della stanza si tingono,
il miglior vino le disseta di me!
le mie braccia tremano
il mio viso e’ contorto dalla sofferenza
il mio urlo non ha piu’ nulla di umano
le mie mani sono rosse di calda passione
rigira!
un altro urlo ancor piu’ profondo distorge la realta’
altri schizzi
altro sangue ricopre viscoso le mie vesti
ma ne’ le mie mani
ne’ il mio intero corpo
tremano
la vita sconta la morte (cit. ungheretti)
Virus
sibila insignificante
rapida fluttua nel vuoto
cerca cibo
cerca calore.
si posa impercettibile su di me
nel silenzio implodente si indaffara
succhia il mio sangue
estrirpa la mia vita
si nutre avida di me.
assapora il gusto del mio spirito
si disseta nelle mie illusioni torbide
a questo nn si limita pero’:
rilascia crudele e sadica
dentro me i mostri
gli stessi che mi daranno fuoco
gli stessi che mi condurranno all’oblio scuro
alla febbre che mi divorera’ lenta
mi riempie del suo veleno dolce
che come un virus dilaga nelle mie carni
lento e paziente si diverte a consumarmi
a cancellarmi la mente infaticabile
a renderla nulla
come vorrei che tu te ne andassi
che mi lasciassi libero
nn piu’ legato a questi ricordi che mi lacerano
quanto aveva ragione?
quanto davvero dovevo ascoltarlo?
nn e’ rimasto nulla
solo quel brivido sulla pelle,
quel brivido che mi fa riscoprire cosi
solo
untitled
avanti,
avanti ancora…
piu’ al largo e piu’ solo
quante coste hai toccato marinaio?
quanti ti hanno scacciato ancora?
ormai non puoi piu’ contarli sulle dita tozze:
ti rifutano il giaciglio notturno,
con pietre ti lapidano mentre scappi.
ti urlano dietro insulti e bestemmie:
di rabbia e solitudine riempiono
ancor piu’ i tuoi occhi stanchi.
domani sara’ la stessa storia,
lo e’ sempre stata.
nel tuo vaso non e’ rimasta piu’ speranza
e’ finita, spezzata, dispersa al vento furioso
vittima sacrificale in pasto ai cani.
e’ notte ormai:
la luna nel cielo e’ assente quasi c’ anch’ essa ti rigetti i suoi pallidi favori.
siete soli tu e i tuoi demoni ;
soli in mezzo al mare infinito che nero tutto abbraccia gelido.
le ombre ti coprono con il loro velo oscuro,
si fanno largo tra le tue membra deboli:
portano dolce sonno ad alleviare i tuoi dolori d’esilio,
a fermare il tuo triste pensare.
le onde sole accompagnano crepitanti il tuo dormire beato.
fluttua sull’aria scura,
arriva danzando:
con movimenti sinuosi s’avvicina.
della sua luce fa risplendere le tue vesti logore,
del suo profumo riempie le tue nari,
nascosta dai mori suoi capelli ti sorride benevola.
china su di te si libera il volto dalla chioma corvina:
ti osserva dormire felice il tuo sogno piu’ bello mentre leggiadra ti bacia la guancia
e risuonano note di felici armonie
e di gente cordiale si popola il tuo sonno:
portano colori e danze,
suono e vitalita’,
ridono e scherzano assieme a te.
piu’ per mare vagare non dovrai per trovare riva sicura
sei alla fine dei giochi compagno, gioiscine!
fragile,
e’ sempre stato cosi’
e probabilmente cosi’ sempre sara’.
perche’ e’ cosi’ difficile cambiare cio’?
che tacciano critiche di stolti, inetti e ignoranti:
assordate troppo di strilli i miei pensieri,
riempite di rabbia le mie lacrime!
siete forse voi cosi’ giusti da giudicare me?
le ore attendono inesorabili la mia caduta
si burlano di me e della mia etica:
aspettano ch’io sia piegato dai fatti,
di vedermi l’ennesima volta in ginocchio.
si divertono quei cani!
si rotolano nella loro merda ridendo di gusto;
non gli importa dell’ impegno:
cio’ che sanno dire e’ solo
“non basta…”!
non vedono sulla pelle mia i graffi e le unghie spezzate;
ne’ rimirano il sangue che nero zampilla dalle mie mani!
ne’ piangere
copiosi fiumi di lava bruciare il viso
e solo morta cenere sul loro letto.
nessuno lo capisce,
nessuno mai si e’ preoccupato di capirlo!
Ego:
Rialzati dalle rovine dell’impero e spazzali via
tutti;
senza pieta’ seppelliscili!
Her Last Breath
musica
acido insieme di emozioni che fanno vibrare le mie corde
forte sparato dentro l’orecchie assetate di quel nettare divino
sei li dentro ormai:
note e disarmonie si mischiano alle dorbide mie idee
ritrovando quella disarmante sintonia
quella malinconia oscura che ci accomuna.
nel buio strazia e lacera il silenzio,
si muove lenta
sotto la mia pelle, dentro i nervi, nelle mie dita:
sei vita, sei odio, sei gloria,
sei tutto cio’ di cui ho bisogno ora e sempre.
il cuore aumenta il battito velocizza e scandisce i miei gesti
ritmico balla con te questa macabra danza
questo mio gioco al massacro
questa mia sete
SAZIALA!
voglia
e muoversi ancora
contorcersi dentro se’
senza pace senza tragua
canto bellissimo e infinito
come il piu’ selvaggio grido.
lo sento distinto e mostruoso
agistarsi nel mio cervello
bisogno
febbre incalzante
desiderio ardente della tua presenza
per cibarmi di te
e della crescente eccitazione che tu mi dai.
cio’ che tu mi dai onn esiste
non e’ vero agli occhi
ma l’unica cosa che voglio
e’ che non cessi mai d’esplodere dentro me
il dolore piu’ dolce
in dorata prigione mi conservi,
laceri consumi
me
divino errore schiavo d’ umani desideri
lussuriosi fili di marionetta vivi:
aspettative e illusioni di torbidi tormenti
insonni
ore senza tempo scorrono,
perche’ l’inferno e’ cosi dolce?
non c’e’ confine, nn c’e’ separazione,
nessun cancello e nessun limite;
condanna incosapevole e infinita
verra’
ragione
meccanica
perfetto ingranaggio di soluzione.
allora sara’ insofferenza
allora sara’ chiara e rivelatrice luce,
preveggenza e tragedia
mentre il mio sangue macchiera’ le dorate tue sbarre
Da\own
tramonta
SOLO
sulla linea che separa il nostro mondo da quello dei sogni
sulla pelle
lascia
gelido vento che dal passato riappare vigoroso ancora
e sara’ la notte
buia
culla delle mie paure
culla dei miei sogni piu’ belli
quanto?
quanto tempo manca all’alba?
troppo poco
e troppo manca al mio risveglio
nn volero’ nel cielo azzuro
nn guardero’ negli occhi il sole fiero
il mio sguardo fissera’ le crepe della terra ingrandirsi fino a risucchiarmi
cadendo
flagellandomi
seppellendomi
di parti di lacrime AMARE
affogandomi
nessun suono
SILENZIO
solo l’acuto che m’attenaglia il cuore
trafiggendolo ferocemente
ora, domani, per sempre
finche’ nn risorgero’ dalle mie disperse ceneri
a vita nuova
nuova luce
nuova speranza insperata
rompendo le catene della mia schiavitu’
tempo,
minuti
ore
giorni
mesi
ANNI
tempo
solo questo
unico mio dio
unico mio odio
attendo condannato
scusate ho sbagliato il sito…XD
ghemy, il sito è questo!…mai sito fu tanto adatto!
ho sbagliato il sito del link del sul mio nome! era questo il senso, ora e’ corretto!
——————————————-
-emptyness
una lacrima finalmente!
amara,
sudata,
sporca coscenza d’aver toccato il fondo,
d’aver passato il limite.
finalmente
riga e solca la polvere del tempo,
sulle mie guance riaccende la vita.
la fine di una lunga agonia,
costante e dolorosa,
sofferta a denti stretti:
il mio obolo a pagare i miei troppi torti
my own misery
Ecco ora lo so,
ora so cos’e’ quel mistero
invisibile agli occhi.
Quella senzazione, quel presentimento pungente,
così evidente, così nascosto:
la magia di quel bellissimo sguardo
Non so la ragione,
forse non esiste risposta ai tanti perche’.
Di troppe incognite il destino riserva noi,
vuoti involucri di solitudine straziante,
tragedie e sofferenze in differenti forme.
Meschino;
stupido;
egoista.
L’umano animo e’ cosi’ saturo dei vizi da divenirne lui stesso lo schiavo succube:
cieco e ignorante pensa al suo piccolo mondo di dolore,
obsoleto si lamenta delle sue tante fortune.
Per questo mi vergogno;
per questo rifuggo il suo sguardo:
negl’ occhi suoi vedo l’ombra pesante della Reale sofferenza;
una ferita al cuore c’ancora sanguina la sua infinita pena.
Ecco ora lo so,
ora so cos’e’ quel mistero,
quella dolce malinconia sul suo viso.
io non sono che un misero uomo,
non ho nulla da offrire se non la mia stessa insicurezza:
con la mia instabilita’ e le mie incessanti domande
non posso pretendere che nulla
ma piu’ grande desiderio non avrei avuto
che regalarle la speranza di un sorriso.
clear vision of One’s Majesty
Dirompente la luce squarcia le nubi
mi colpisci, mi illumina:
nel buoi del giorno ha trovato una breccia
una via per conquistare l’oscurita’ soffocante.
Nuova speranza di gloriosa vittoria
si prostra ai miei piedi servile.
un nuovo sole brucia in me
fuoco a purificarmi dei miei troppi dubbi
Sospeso in bilico tra visione e divino
dispiego le mie ali
Rinnovato ardore mi completa:
nè il vento tagliente
nè la potenza del mare
nè la pioggia gelida scalfiscono il mio corpo
poiche’ sono piu’ grande di una montagna,
piu’ forte del piu’ selvaggio leone:
luminoso quanto il sole risorgo a vita nuova.
Il tuo commento
HTML-Tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>
Tumbling down, feeling the speed of your last moments,
no regret, no goodbyes, too much pain.
A devastating feeling of freedom…
a smile, eased by the breeze, it covers your face, but as you get closer
it fades away, life flashing on the curb below you. You remember
what you’ve forgotten, and it hits you.
Regret. You wondered before the flight if it would matter.
Now you know. It does. It hurts.
As the first tear appears below you left eye,
you notice that time stops.
Wait.
Wait.
Wait.
Wait.
The rest of you body comes down crashing on it.
Then, Dark.